La sottile linea conservatrice

Inutile indugiare sul presunto “problema di comunicazione” del ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Non è un problema di Fornero se in Italia una proposta di riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fatica a trovare anche solo il diritto di cittadinanza nel dibattito pubblico. Leggi tutti gli altri editoriali del Foglio
17 AGO 20
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Intervenendo alla cerimonia di consegna dei premi Leonardo per le imprese del made in Italy, il capo dello stao Giorgio Napolitano si è rivolto verso Federica Giorgi, dipendente di Gucci, che si era definita "privilegiata" perché ha un lavoro. "Spero che la signora Giorgi non si senta più una privilegiata perché ha un lavoro. Questo è l'augurio che rivolgo a tutti i giovani", ha detto Napolitano. E poi: "Insieme all'affinamento della qualità dei nostri prodotti, credo nell'importanza dell'innovazione tecnologica e della ricerca come chiave di volta affinché l'Italia non perda posizioni, ma ne guadagni ancora, nella competizione mondiale".
Inutile indugiare sul presunto “problema di comunicazione” del ministro del Lavoro, Elsa Fornero. Non è un problema di Fornero se in Italia una proposta di riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori fatica a trovare anche solo il diritto di cittadinanza nel dibattito pubblico. E non è un problema di Fornero se oggi – mentre anche Francia e Spagna si accingono a modificare le regole dei rispettivi mercati del lavoro – in Italia non si possa discutere di riformare un sistema di ammortizzatori sociali quantomeno anomalo. Ieri il ministro ha precisato che non è sua intenzione eliminare tout court la cassa integrazione.

Una replica in qualche modo scontata, dopo un’altrettanto scontata levata di scudi delle parti sociali che soltanto due giorni fa hanno avviato un tavolo di confronto sul tema. Il fatto curioso, piuttosto, è che a opporsi a una modifica dei nostri ammortizzatori sociali – snellendo la cassa integrazione straordinaria e quella in deroga, lasciando in piedi quella ordinaria e redistribuendo risorse a favore di sussidi di disoccupazione e indennizzi di licenziamento per una platea più ampia di cittadini – sia un fronte vasto e inedito nella sua composizione. Tra i conservatori dell’ultim’ora ci sono i sindacati confederali (che si confermano strenui difensori dei già garantiti a discapito degli outsider), ci sono gli industriali organizzati di Confindustria (d’altronde la Cig straordinaria e in deroga è soprattutto a carico delle finanze statali, perché privarsene?) e perfino l’ex ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi.
E’ un problema loro, non di Fornero, se in Italia si preferisce ancora salvare i posti di lavoro invece che tutelare i lavoratori.